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LAC Lugano Arte e Cultura
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Sala Teatro LAC

coreografie di Thierry Malandain
musiche Sergueï Prokofiev
luci Jean-Claude Asquié
scene e costumi Jorge Gallardo
realizzazione costumi Véronique Murat
realizzazione scene Chloé Bréneur, Alain Cazaux, Annie Onchalo
parrucchieri François Dussourd, Georges Dejardin
in coproduzione con Opéra Royal de Versailles / Château de Versailles, Orquesta Sinfónica de Euskadi, Théâtre National de Chaillot, Opéra de Reims, Teatro Victoria Eugenia de San Sebastián, Estate Teatrale Veronese, LuganoInScena, Teatro Mayor de Bogotá, Arteven - Regione de Veneto, Teatros del Canal de Madrid, Théâtre Olympia d’Arcachon, Espace Jéliote - Scène Conventionnée CCPO d’Oloron Sainte-Marie, Malandain Ballet Biarritz

Durata: 1h 40 min.

In collaborazione con

©Olivier Houeix

video

Cendrillon - Cenerentola

Malandain Ballet Biarritz

Danza

Un’opera poetica e struggente, una coreografia dallo stile pulito e dallo sguardo ironico, fluida, leggera, perfetta. Uno spettacolo allestito senza artifici, piacevole, accompagnato da un’incantevole musica che fa da cornice alla magia della celeberrima fiaba di Cenerentola.

Seppur rimanendo fedele alla drammaturgia di Cenerentola e allo spartito di Prokofiev, Thierry Malandain sviluppa un approccio del tutto personale della favola, esplorando alcuni temi che sono a lui cari.
Cenerentola è la storia di una stella, una stella danzante, della quale Malandain ci conduce lungo il cammino della sua realizzazione, passando dal dubbio, al rifiuto, alla sofferenza, alla speranza per giungere finalmente alla luce. Da questa visione, fatta di cenere e meraviglia, a volte tragica, a volte comica, si scrive qualcosa di universale…

Ho messo in scena Cendrillon per sfuggire all’oscurità delle cose troppo reali, per dimenticare l’umanità che sanguina e per tentare di sublimare l’ordinario.
(Thierry Malandain)

La danza, meravigliosamente inventiva e coinvolgente, invade tutto il racconto, riempie ogni spazio. (Ariane Bavelier, Le Figaro)

Tutto è affidato a una danza inventiva e mutevole, che racconta e affascina, escogitata dal coreografo francese per i suoi venti, versatili e agguerriti danzatori, che sa far girare come una grande compagnia. (Sergio Trombetta, La Stampa)