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la famiglia

Mercoledì 24.03.10
Giovedì 25.03.10

Teatro Cittadella - ore 20.30
LA FAMIGLIA
con la Compagnia Licedei di Slava Polunin

Scene Boris Petrushansky
Costumi Anna Mamontova
Luci Valery Brusilovskiy
Suono Sergey Ivanov
Effetti speciali Ravil Baygeldinov, Nikolay Orlov, Murad Kutuev

Uno spettacolo divertentissimo, senza parole, ma molto, molto eloquente con la prima Compagnia di artisti a tutto campo (clown, acrobati, danzatori, mimi, musicisti, giocolieri) fondata dal grande Slava Polunin, che abbiamo conosciuto e apprezzato la Stagione scorsa grazie all’indimenticabile “Slava’s SnowShow”. Quella dei Licedei è una Compagnia di San Pietroburgo che già una leggenda!
“La Famiglia” (in russo “Semianyki”) mette in scena la vita quotidiana di una famiglia apparentemente fuori dal normale per gli eccessi in cui incorre, ma che tuttavia rappresenta bene i rapporti non sempre facili, le rivalità, le tensioni e le piccole “lotte di potere” interne ai nuclei familiari.
In scena un padre alcolizzato che minaccia di andarsene, una madre incinta che minaccia di partorire e un esercito di marmocchi folli ed estrosi che minacciano di trucidare padre e madre pur di sopravvivere. Una serie indiavolata di rapidi quadri surreali e sorprendenti disegna la quotidianità di questa “normale” famiglia russa, ma senza parole, solo con la poetica coesione di corpo, sguardi e oggetti che va dritta al cuore scatenando il riso. In un mondo che va a pezzi non mancherà ovviamente un sublime happy end a base di parto rocambolesco, ritorno scoppiettante del padre prodigo e vittoria della famiglia sul caos.
“Una festa esplosiva con gli spettati entusiasti” (Le Monde); “Il senso dell’assurdo dei Licedei spesso tocca una nota straordinariamente esilarante” (The Times); “Divertimento con intelligenza: il pubblico non smette di applaudire una “Famiglia” dal ritmo vertiginoso tra frenetica comicità e buffa tenerezza” (La Gazzetta di Parma); “I Ricedei sono maestri nella (inoffensiva) presa in giro del pubblico, nella metamorfosi degli oggetti e nella creazione di immagini a forte coefficiente surrealista” (Le Figaro).

 

Stagione teatrale di Lugano 2009-2010