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viGiovedì 15.04.10 vvvvvvvvvvvvvvvv giovani
Palazzo dei Congressi – ore 20.30
LOS VIVANCOS, 7 HERMANOS
con la Compagnia spagnola Los Vivancos, 5 musicisti e una cantante
Elias Vivancos, Judáh Vivancos, Josua Vivancos, Cristo Vivancos, Israel Vivancos, Aarón Vivancos, Josué Vivancos

Omar Acosta flauto, ewi
Angelica Leiva “La Tremendita” voce
Franco bianco percussioni
Carlos Orgaz chitarra
Adolfo Delgado pianoforteCoreografia Los Vivancos
Disegno luci Ezequiel Nobili, Los Vivancos
Musica Los Vivancos

È uno spettacolo esplosivo, spettacolare e dinamico, pieno di emozioni e che dal suo debutto nel 2007 ha riscosso un eccezionale successo in tutto il mondo.
Los Vivancos sono indiscutibilmente il nuovo “fenomeno” del flamenco moderno, acclamatissimi e ricercatissimi in tutta Europa. In scena 7 ballerini, 5 musicisti e una cantante , con una caratteristica unica nel panorama artistico internazionale: i sette danzatori della Compagnia (Elias, Josue, Josua, Christo, Aaron, Israel e Judah) sono infatti fratelli, Hermanos appunto.
Il loro modo spettacolare di stare in scena e il loro straordinario affiatamento derivano da un apprendimento elaborato sin dalla più tenera età. Infatti fin da bambini i Vivancos si sono esibiti in spettacoli e manifestazioni in diversi paesi del mondo: Olanda, Belgio, Inghilterra, Canada, Francia e ovviamente Spagna. Dalla loro costituzione come gruppo nel 2004, è stato un crescendo ininterrotto di consensi a livello internazionale che li ha portati ad esibirsi con grande successo in tutto il mondo. Nel 2006 in Canada hanno addirittura rappresentato la Spagna all’“Expo Latino 2006”.
Los Vivancos sono oggi considerati, a ragione, le nuove “stelle” del flamenco moderno a cui riescono ad avvicinare sempre nuove generazioni di pubblico, rinnovando un successo che sembra non avere fine.
“Los Vivancos 7 Hermanos” è uno spettacolo innovativo e originale; la base è il flamenco nella sua evoluzione moderna, mescolato a una gamma di stili di danza che vanno dal funk al balletto, che i 7 fratelli padroneggiano con grande virtuosismo e presenza scenica.
Accompagnati sul palco da un quintetto di musicisti, i fratelli Vivancos sanno fare tutto sorprendentemente bene: suonano strumenti musicali con maestria, danzano con forza, ritmo e grazia, e soprattutto sono dotati di grande carisma che riescono a trasmettere al pubblico di tutto ilmondo.
Apollinei e dotati ciascuno di una forte personalità, i sette fratelli esprimono un eccezionale senso del ritmo, una presenza che in ogni momento sottolinea la forza, la sensualità e tutta la grinta vibrante della loro giovinezza e del loro talento. Si parla di loro come del nuovo fenomeno mondiale del flamenco moderno, come è stato a suo tempo per Joaquin Cortes. Preparatevi a una serata adrenalinica.

Uno spettacolo che sfida la forza di gravità dando vita a coreografie, immagini e visioni apparentemente impossibili (la foto qui di fianco non è un fotomontaggio): sbalorditivo!
Lo spunto è offerto da quell’opera di straordinaria invenzione e fantasia che è l’”Inferno” di Dante Alighieri. Grazie a una tecnica decisamente innovativa e sorprendente, Emiliano Pellisari e la sua Compagnia danno vita a quella che potremmo chiamare “la quarta dimensione della realtà”, a una specie di “mondo oltre il mondo” in cui il reale e il virtuale si mescolano e si fondono in un caleidoscopio di immagini sorprendenti ispirate ai più famosi canti danteschi. Il risultato è un affascinante inferno alla Escher, assurdo come Magritte, dalle tinte caravaggesche. Uno spettacolo dove il disegno della luce, la musica e gli effetti speciali si coniugano con la danza, l’acrobazia circense e la mimica. Immagini straordinarie appaiono dal buio in una carrellata senza sosta di effetti. Come in un quadro di Bösch, Paolo e Francesca volano nel cielo, schiere di dannati cadono al suolo come foglie, i filosofi antichi galleggiano sospesi nel Limbo, mentre Minosse appare immobile sospeso al soffitto. Angeli e Diavoli si affrontano nello spazio in duelli aerei virtuali. La rappresentazione dell’Inferno è affidata a uno spazio teatrale in cui si annulla la fisica della realtà e che appare come in un sogno ad occhi aperti. E a proposito di occhi: stenterete a credere ai vostri!
“Uno spettacolo che conquista il pubblico con effetti magici e spaesanti, una giostra onirica che capovolge le coordinate spaziali” (Corriere della Sera); “Sarà pure un sogno, sarà pure una magia le cui formule segrete vengono scandite dietro le quinte, ma sul palcoscenico l'uomo vola. Da solo. Semplicemente staccando i propri piedi dal suolo, occupando la sua nuova dimensione nell'aria” (Il Giornale).

 

Stagione 2009-2010