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Martedì 15.12.09
Mercoledì 16.12.09

Teatro Cittadella – ore 20.30
THE KITCHEN, LA CUCINA
di Arnold Wesker; regia di Massimo Chiesa
con Bruno Armando, Orlando Cinque, Fulvio Pepe, Marco Zanutto
e altri 28 attori


Regia Massimo Chiesa
Scene Propos and Decors
Costumi Isabella Rizza
Musiche originali Arturo Annecchino
Luci Raffaele Perin

Non mancate l’appuntamento con questa bella e ritmatissima commedia, che non si può gustare spesso a teatro. Richiede infatti uno sforzo artistico e produttivo decisamente eccezionale: sono ben 32 gli attori in scena ad interpretare altrettanti personaggi con caratteri, provenienze e passati diversissimi. Ma proprio queste difficoltà sono state all’origine del successo internazionale della commedia. Lo ha detto lo stesso Wesker, che l’aveva scritta nel 1961 da autodidatta: “ Una delle ragioni per cui The Kitchen ebbe tanto successo, fu che venne scritta quando la mia esperienza del teatro era ancora molto limitata e non c’era nessuno al mio fianco a dirmi che non si può scrivere una commedia con 32 personaggi, che non si può non mettere neanche un intervallo, che non si possono mettere dei forni in scena e via dicendo”.
Tra i vari mestieri esercitati prima del successo teatrale, Wesker aveva fatto anche il pasticcere, ciò che gli ha permesso di conoscere da vicino la situazione rappresentata: un autobiografismo che tipico dell’autore.
Infatti se per Shakespeare il mondo è un palcoscenico, per Wesker il mondo è una cucina. La storia della commedia si svolge infatti in una cucina di un grande ristorante londinese nel 1950, dove lavorano 14 cuochi, 12 cameriere, 1 cameriere, 3 lavapiatti, il proprietario del ristorante e un vagabondo che si intrufola alla ricerca di un po’ di cibo. Lavorano fianco a fianco inglesi, irlandesi, tedeschi, ciprioti, greci, ebrei, italiani, ecc., ciò che fa di questa cucina un microcosmo del mondo, con tutto quel che segue anche sul piano delle rivalità e delle diffidenze nazionali. A complicare le cose c’è che la Seconda guerra mondiale è finita da poco, ma i problemi di una società multietnica sono una realtà più che mai anche di oggi.
L’azione inizia con il risveglio della cucina alle 7 del mattino e termina poco prima del servizio di sala per la cena, ritraendo la giornata tipo di una cucina che sforna 4.000 portate al giorno.
Ancora Wesker: “La commedia si impernia sulla grande cucina del ristorante Tivoli. Su ogni cucina, specialmente all’ora dei pasti, si abbatte una ventata di follia: un andirivieni frenetico, battibecchi, brontolii, ipocrisie, presunzione, snobismo. Il personale di cucina ha un odio istintivo per il personale di sala, ma l’odio per il cliente li accomuna tutti. Il nemico del personale è il cliente. Per Shakespeare il mondo sarà stato un palcoscenico, ma per me è una cucina, dove la gente va e viene senza potersi fermare il tempo necessario per comprendersi e dove amicizie, amori e odi si dimenticano con la stessa rapidità con cui nascono”.
Razzismo, campanilismi nazionali, rivalità professionali, gelosie, ambizione sociale, assenteismo furbesco, piccole ruberie, avance sessuali non richieste, arroganza, prepotenza: di questo e di molto altro tratta “La cucina” e se anche i temi possono far pensare ad un dramma, questo testo è sicuramente una commedia. Si può (si deve) infatti ridere o sorridere delle nostre disgrazie e in questo Wesker è un grande maestro.

Stagione teatrale di Lugano 2009-2010