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pinocchio

Venerdì 13.11.09
Sabato 14.11.09

Teatro Cittadella – ore 20.30
PINOCCHIO
dalla favola di Collodi
regia di Maria Grazia Cipriani
con la Compagnia del Teatro del Carretto


Regia Maria Grazia Cipriani
Scene e costumi Graziano Gregori
Suono Hubert Westkemper
Luci Angelo Linzalata

Un “Pinocchio” per adulti che è un capolavoro teatrale, rappresentato da una Compagnia che da anni si è specializzata nella messa in scena di fiabe e racconti epici famosi in spettacoli bellissimi e di grande impatto anche visivo: “La bella e la bestia”, “Biancaneve”, “Odissea” e ora “Pinocchio”. Ma la Compagnia del Carretto non concede nulla al buonismo delle versioni edulcorate alla Walt Disney e va invece a scavare nel “cuore nero” delle fiabe, che spesso rivelano significati e doppi fondi inaspettati, violenti e inquietanti nell’evocazione dell’eterna lotta tra il buono e il malvagio, tra la vittima e il carnefice, tra il Bene e il Male. Una lotta che l’allestimento del Teatro del Carretto colloca scenograficamente in una sorta di arena da corrida o per gladiatori per poi proiettarla però nella dimensione del sogno (dell’incubo?), dove i personaggi maschili (Geppetto, Mangiafuoco, il padrone del Circo) sembrano rinviare alla figura del padre autoritario, mentre la Fata Turchina evoca quello della madre sentenziosa e a un certo punto persino invadente. Ciò che alla fine fa di Pinocchio non uno scontato e magari un po’ banalotto personaggio da fiaba, bensì un nostro contemporaneo protagonista di un teatro psicanalitico ad alto potenziale simbolico.
Ed effettivamente la vocazione teatrale Pinocchio ce l’ha proprio nel dna del racconto.
“Ho pensato di fabbricarmi un bel burattino di legno…Il burattino deve ballare, tirare di scherma e fare salti mortali…”: è questo il progetto di Geppetto, che è un progetto teatrale fin dall’inizio lungo tutto lo svolgimento della storia: per es. quando Pinocchio toccherà il fondo della sua sventura e, trasformato in somaro, sarà la “star” dello show del Circo del Paese dei Balocchi, rischiando anche di diventare una pelle di tamburo per la banda. O ancora quando giunge “trionfalmente” nel Gran Teatro di Mangiafuoco, dov’è riconosciuto come proprio simile dalle “colleghe” marionette del teatro (marionette che sembrano attori, attori che sembrano marionette…). Infine nel gran finale, quando Pinocchio esce dal suo ruolo di burattino, smette la meccanicità marionettistica e abbandona il costume ligneo di scena per diventare un “ragazzo per bene”. È il “lieto fine” di un percorso di formazione che è anche un viaggio dell’inconscio.
“Eccellente lo spettacolo creato dalla Cipriani per il Teatro del Carretto” (la Repubblica); “Energie e coralità: tra le grandi opere di quest’anno! Applausi scroscianti per il protagonista e tutto il gruppo” (Gazzetta di Parma); “una messinscena aguzza, perfettamente orchestrata nel suo taglio da incubo” (Il Sole 24 Ore); “chi si è seduto tra il pubblico questa volta può davvero dire di essere stato a teatro” (www.teatroteatro.it).

 

Stagione teatrale di Lugano 2009-2010