Venerdì 23.10.09 vvvvvvvvvvvvvvvv 
Teatro Cittadella – ore 20.30
EPIZOO e PROTOMEMBRANA
Interattività creativa
di e con Marcel.lí Antúnez Roca
Progetto e realizzazione Marcel.lí Antúnez Roca
Musica e design Sergi Jordá
Sculture meccaniche Rolan Olbeter
Grafica interattiva Marcel.lí Antúnez Roca & Paco Corachán
Disegno luci Ramón Rey
Nell’ambito del progetto “Corpo, automi, robot. Tra arte, scienza e tecnologia” e "In collaborazione con Progetto Interreg Tec-Art-Eco, P. O. di Cooperazione Transfrontaliera Italia -- Svizzera 2007-2013 - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale"
Una serata straordinaria in due parti che permetterà al pubblico di conoscere nuove frontiere della tecnologia applicata al corpo e alle arti sceniche grazie un performer di livello e fama internazionali come Marcel.lì Antùnez Roca, membro fondatore della mitica Compagnia spagnola de “La Fura dels Baus” e sperimentatore d’avanguardia nel campo dei “Bodybots” (robot controllati dal corpo), della “Sistematugy” (narrazione interattiva con i computer) e dell’abito-scheletro (o esoscheletro: scheletro esterno interfacciato con il corpo).
“Epizoo” è uno tra i primi esempi di applicazione di tecnologie informatiche al corpo umano e probabilmente la prima ad utilizzare un dispositivo che permette allo spettatore di controllare il corpo stesso dell’artista tramite un sistema meccatronico interattivo costituito da una esoscheletro robotico indossato dall’interprete, un computer e un dispositivo di controllo. Come in uno spettacolare videogioco, agendo su un mouse gli spettatori azionano i meccanismi pneumatici inseriti nella struttura metallica dell’esoscheletro, muovendo il corpo dell'artista, immobile su una piattaforma rotante, e dando vita a undici scene interattive in cui sequenze animate riproducono la figura dell'artista ed indicano la posizione ed il movimento dei meccanismi. Grazie a questa applicazione esclusiva, l'utente interviene direttamente anche su luci, immagini e suoni della performance.
“Protomembrana” è invece una performance-conferenza sulla “Sistematurgia”, letteralmente “drammaturgia dei sistemi informatici”, sviluppata come un romanzo, un susseguirsi di racconti. Oltre alla narrazione verbale, la performance utilizza l'animazione grafica, la musica e l'illuminazione, controllate per mezzo di varie interfacce interattive. Formalmente, l'azione avviene su un grande schermo e su un lato della scena, dove si trova un tavolo attrezzato con dei computer.
La narrazione è strutturata in quattro sezioni, in ognuna delle quali è presentato ed utilizzato un particolare dispositivo interattivo, tra cui una macchina fotografica/pistola che cattura i volti di spettatori volontari, inserendoli nella narrazione come protagonisti di alcune animazioni, o il joy-dreskeleton, un costume sensibile al tocco che, indossato da un volontario, permette di trasformarlo in un'interfaccia audio-visiva interattiva. L’utilizzo di questi apparecchi fa di “Protomembrana” un processo ipnotico e magico.